Il ricordo di un abbraccio

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È stato un anno intenso, difficile, irripetibile, pieno di ricordi significativi.

Vorrei. Davvero vorrei ricordarli tutti. Ogni tuo abbraccio, ogni tuo sorriso, ogni tuo respiro.
Qualche volta apro il portatile e riguardo le tue foto, milioni in pochi mesi. Ed ecco che riaffiora ogni singolo istante, come sei cresciuta in così poco tempo, la nostalgia. Eppure voglio averti con me per come sei, sempre.
Giusto la settimana scorsa mi chiedevo quale fosse stato il momento in cui sono diventata una mamma ad alto contatto, e forse proprio un momento non c’è, diciamo pure che è stato istinto.

Non amo ricordare il mio parto ed primi giorni in ospedale, non è stata una buona esperienza, eppure il mio ricordo più speciale è stato proprio li.

 

Quando per la prima volta ti ho presa accanto a me per dormire insieme. Dal corridoio le voci, i bambini piangevano, altre mamme davano alla luce i loro cuccioli. Io non riuscivo ad alzarmi reduce da un cesareo e da un post operazione difficoltoso.

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Chiesi alle ostetriche se potevo tenerti vicina. Si sono quasi meravigliate che io lo domandassi, era ovvio che potevo.

 

E li una accanto all’altra abbiamo riposato per la prima volta insieme, il mondo fuori urlava ma li in quella stanza, finalmente, la pace.

Io ti guardavo e non riuscivo a dormire (avessi saputo le notti che mi aspettavano..).

 

Non riuscivo a smettere di guardarti quasi incredula di averti finalmente accanto a me, il tuo viso sereno, il tuo sorriso soddisfatto, i miei dubbi, il sentimento che non sapevo di poter provare, l’amore che non pensavo di riuscire a dare.

 

E in tutte le coccole che ci siamo date e per tutti i baci che ci daremo; quel primo, tenero abbraccio sarà gelosamente custodito nel mio cuore.

 

Partecipo ai #ricordidamamma delle #StorMoms, questo mese un tema così vicino, grazie ragazze di avermi fatto rivivere questi ricordi attraverso le mie parole, tanta emozione!

 

 

 

Babywearing: perché no al fronte mondo

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753Molte mamme che vorrebbero portare il loro bimbo in fascia o con il marsupio cercano consigli, i loro bimbi pancia a pancia non ci vogliono stare..magari sono
bambini di già 4/5 mesi che reggono la testa da soli e che mostrano la necessità di guardarsi attorno ed esplorare ciò che li circonda, seppur protetti dalla
vicinanza materna
.

Le loro mamme chiedono come poterli portare, c’è ancora molta
disinformazione quindi capita spesso che per strada, al supermercato o dal dentista incontriamo qualche bimbo portato fronte mondo, ovvero davanti con il bambino rivolto verso la strada.

Accade a volte che, chi segue l’ambiente fascioso, cerca di spiegare a chi incontra i
pericoli legati a questa posizione, ma a volte può capitare che le persone non
vogliano informarsi e non vogliano essere informate; quando accade ci
assale un po di tristezza ma comprendiamo che il nostro dovere di informazione non può essere un obbligazione..ogni genitore fa quello che ritiene più giusto con i propri bimbi.

 
Nonostante ciò ho imparato che il miglior modo di promuovere il buon portare è esserne esempio, anche solo
semplicemente uscendo con la mia piccola addormentata sulla mia schiena attira molti sorrisi e complimenti ed a volte alcuni mi chiedono informazioni..questo mi soddisfa e mi rincuora anche per quelle volte che non vengo ascoltata!

Vi spiego così brevemente perché la posizione fronte mondo (come la posizione dei bimbi a “penzoloni” data dai
marsupi non ergonomici) non rispetta la posizione fisiologica della colonna vertebrale del bambino e carica il peso
sul bacino, il bimbo inoltre è esposto ad un numero troppo alto di sollecitazioni visive ed uditive senza avere
diretto contatto visivo con la madre.
 
Per queste situazioni viene proposta la legatura sulla schiena o sul fianco con fascia lunga o corta, oppure sul
fianco con una ring sling, ovvero una fascia ad anelli adatta dai tre mesi in su ma che può venire utile anche nei mesi
precedenti per brevi momenti, ad esempio per allattare al seno all’aria aperta.

Un marsupio ergonomico è consigliato non prima dei 4/5 mesi, fondamentale è che il bambino riesca a reggere la testa da solo, in questo modo è possibile portare i propri bimbi sulla schiena con maggiore praticità per
chi con la fascia non ha ancora acquisito dimestichezza, o nelle uscite veloci dove non si ha il tempo di effettuare una
buona legatura.
Io consiglio sempre di rivolgersi ad una consulente del portare o ad una istruttrice per capire il modo migliore di
portare ed il supporto adatto alle proprio personali esigenze, ciò non toglie che anche la saggezza delle mamme più
esperte possano aiutarvi.
Nel frattempo io auguro buon portare a tutte le mamme ed a tutti i papà con i loro bambini

Alimentazione complementare: le ricette che conquistano mia figlia, e noi

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Ogni bimbo ha i suoi tempi, ci sono bimbi che preferiscono il latte al cibo per lungo tempo, ci sono bimbi che mangiano volentieri solo alcuni cibi e ci sono bimbi curiosi e golosi.

Inoltre ogni mamma ha la sua opinione su come cominciare a svezzare il proprio bambino.

Ma una cosa ci accomuna, ovvero un’ inevitabile ansia da prestazione per riuscire a farli mangiare,

soprattutto le prime volte.1289

E diciamocelo all’inizio è davvero un impresa.

 

Considerando che Aylin ne avesse piacere e fosse pronta ho deciso di svolgere con lei l’alimentazione completare a richiesta, in realtà ha deciso lei per noi ovvero ad un certo punto quando ci mettevamo a tavola lei voleva assaggiare ciò che avevamo nel piatto, e null’altro.

 

Quindi dopo essermi informata a dovere ho fatto il possibile per rendere la mia cucina più sana senza stravolgere le nostre abitudini alimentari.

 

Lei è una golosona eppure ad alcuni sapori ci si è abituata con il suo tempo, assaggiando ed esplorando, non ho mai forzato ma sempre proposto.

 

Queste sono le tre ricette con le quali ho sempre vinto, accontentando sia noi che lei, facili da fare e grazie alle quali non devo scervellarmi a mettere su mille pentole.

Risotto alla zucca

Cipolla
Un pentolino di brodo vegetale
Risotto arborio
Zucca cotta e passata nel mixer

Parmigiano reggiano

Dorare la cipolla un un filo d’olio EVO e versare 3 cucchiai grandi di riso a persona, dopo averlo scottato versare il brodo ben caldo coprendo il riso ed aggiungendone un pochino mano a mano che avanza la cottura. A metà cottura versare la zucca già cotta e schiacciata o frullata e mescolare ammalgamandola bene al riso. Quando è cotto spegnere e mantecare con una noce di burro e parmigiano reggiano a piacere.

Verdure al sugo

Piselli
Carote
Zucchine
Cipolla
Basilico
Passata di pomodoro

Dopo aver dorato la cipolla tagliata a cubetti verso la passata e faccio cuocere per qualche minuto poi unisco le verdure sempre tagliate a cubetti e cuocio per 10/15 minuti, aggiungo solo alla fine un ciuffo di basilico e spengo dopo qualche minuto, servo con un filo di olio EVO.

Biscotti bicolor sugar free

270gr farina

2 uova
80gr miele
140gr burro
1cucc lievito vanigliato
Scorza di mezzo limone gratuggiata senza la parte bianca
Cacao in polvere

Unisco alla farina il burro in pezzetti ammorbidito, le uova e gli altri ingredienti ammalgamandoli con le mani, divido in due e ad una delle due metà aggiungo il cacao a piacere, riunisco le due metà senza mescolare troppo i due impasti per ottenere l’effetto bicolore.
In forno 10/15 minuti a 180 gradi, o a seconda del tipo di cottura del forno (il mio ad esempio devo mettere ad una temperatura inferiore perché altrimenti brucio tutto, esperienza provata ovviamente)

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Buon appetito a tutti, grandi e piccini!

La terrorista che c’è in me

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Sinceramente non so dire quando ho iniziato ad essere una terrorista, ops, una mamma ad alto contatto.

Esilarante ma purtroppo c’è anche chi ci chiama così, io ovviamente ci scherzo su perché mi piace più ridere che piangere.

 

Fin dai tempi dell’università ero propensa per un educazione alternativa, libertaria, o quasi.

 

Scrissi una tesi di laurea sull’importanza dell’autonomia nella fase di crescita del bambino che va dai 0 ai 3 anni, mi sono laureata con un professore un po strano che aveva una filosofia tutta sua e che chi ha frequentato i suoi corsi ancora ricorda bene.

 

La mia mentore, ovvero una sua alunna, adesso coordinatrice pedagogica e fondatrice di una cooperativa nel veronese, all’epoca mi spiegava che un educazione di questo tipo si radicava ben prima dell’età della scolarizzazione, già durante l’allattamento.

Ovviamente non potevo capire ciò di cui mi parlava, ma avevo capito che l’autonomia intesa non era riferita solo alle azioni ma bensì alla consapevolezza di esse ed alla sicurezza.

Questa sicurezza, mi spiegava, si sviluppa nei primi anni di vita del bambino con un buon attaccamento materno ed è fondamentale per lo sviluppo.

 

Ora potrei citarvi teorie pedagogiche, autori, studi, libri..ma non sono qui per questo, sono qui per raccontarvi di come sono diventata una mamma ad alto contatto.

Durante la gravidanza avevo già addocchiato le fasce e desideravo imparare per poter portare la mia cucciola, ma ancora non sapevo quanto questo mondo mi avrebbe aiutata.

Prima di tutto mi ha aiutata a nei primi difficili mesi, quando la polpetta aveva sempre bisogno del mio contatto per tranquillizzarsi e dormire, certe notti il babywearing ed il cooslepping mi hanno salvata dall’esaurimento nervoso.

 

Inoltre ho raccontato anche qui http://www.mavie.it/allattamento-piu-informazione-per-tutti/ come l’alto contatto mi abbia seriamente aiutata in un momento di grandissima difficoltà e posso sinceramente dire che è grazie ad esso, ed alle persone che mi hanno fatto conoscere questo mondo, che ho potuto avere una successiva esperienza POSITIVA di allattamento e maternità!

 

Ecco come ho capito l’importanza di diffondere informazioni giuste ed utili alle mamme e neo mamme, perché non c’è dono più prezioso che regalare un buon ricordo con i propri piccoli ad una mamma già di per se totalmente innamorata.

About me

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Sono Jasmine, 27 anni, una trentina trasferita in Emilia per amore!

 

Educatrice innamorata del mondo dell’infanzia, durante gli studi ho incontrato l’ambiente alberghiero e da allora ho un sogno:

un bar in riva al mare, un mojito e un costumino havaiano! Mentre continuo a sognare ed in attesa di scoprire cosa mi riserva il futuro faccio la mamma!

Sono appassionata di babywearing, natural parenting ed alto contatto. Mi sento molto vicina alle tematiche green e cerco sempre nuovi spunti per condurre uno stile di vita naturale e salutare.

Ho un animo introverso e adoro scrivere! Non mi sento una ragazza convenzionale, penso fuori dagli schemi ed agisco controcorrente, ma conduco una vita più normale ed imperfetta di quello che si pensi, a volte l’adoro..a volte do di matto!

Sono anche creativa, amo realizzare oggetti fatti a mano per bambini e decorazioni per la casa, potete trovare il mio shop Fairyfantasy nella home!
Qui vi racconto di me, delle mie idee creative e naturali; di ciò che imparo nel mio percorso di mamma, donna e compagna!

Entra nel mio mondo, leggi più avanti per scoprire la mia vita insieme al mio morosonerd e la nostra cucciola Aylin..che io chiamo amorevolmente polpetta!

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