Decoriamo questo Natale con le pigne

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Finalmente ed in clamoroso ritardo riesco a postare il mio primo handmade per Natale!

Lo so, tante creative hanno iniziato mesi fa, ma a casa Pucci tra il poco tempo, polpetta superstar che non mi lascia un secondo e vicessitudini varie, se arrivo a scrivere un post con un occhio aperto mentre FORSE dormo è già tanto, non per niente mi vedete spesso combinare pasticci..digressioni senza senso,  errori di battitura, le mie foto con capelli stile Doc di Ritorno al futuro..aiuto!

Quindi per riuscire a fare anche un semplice lavoretto tutorial come questo ho sudato sette..pigiami! Io la casalinga disperata non la so proprio fare!!

Ed ho pensato a tutte voi, mamme, lavoratrici e non..con uno o con otto figli, con duecentotrentasei cose da fare e giornate troppo corte per riuscire ad arrivare anche solo a metà!

Questo è l’handmade classico del Natale per eccellenza, quello facile facile che potete fare insieme ai vostri bambini per intrattenerli durante un pomeriggio di pioggia, che con pochi elementi potete avere un magico risultato ed addobbare l’albero di Natale con le vostre manine, tanto amore e pochi schei, come se dise da mi (ovvero pochi soldi per chi non mastica il venetociò)!

 

Una bella passeggiata con i pargoli, ma anche senza (io ai miracoli voglio crederci) per raccoglire alcune pigne, le ho scelte piccoline e cicciottele ed un pò matte come me!

 

Con del colore argento ho spennellato le punte ed applicato della colla glitter, ad asciugatura ultimata ho incollato con qualche goccia di colla a caldo dei nastri!

Più semplice di così! Il segreto per un tocco perfetto e luminoso sta nel dipingere la pigna rivolta verso il basso in modo da concentrare la maggior parte del colore sulle punte mantenendo la foglia naturale!

Vi lascio infine con le immagini che vi mostrano il procedimento, io vi ringrazio e vi do appuntamento alla prossima creazione ed a tante belle sorprese! Stay tuned, un bacio!

 

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BeerEatFest e NovellaraViva

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Mi sono trasferita in provincia di Reggio Emilia per amore dopo qualche anno di vita universitaria nella splendida Verona.

Come sapete sono nata in trentino e più precisamente in un piccolo paesino dell’Altipiano della Vigolana che conta si e no due pecore, dieci giovani, qualche famiglia e tanti piccoli masi dispersi nella foresta.

Per quanto io ami le mie montagne mai e poi mai avrei continuato a vivere in un posto così sperduto; così dopo il liceo ho deciso di cambiare vita.

 

Per me è fondamentale essere circondata da un ambiente dinamico e giovanile, dove poter vivere con la mia famiglia ed insieme ad una comunità attiva.

Ritornare ad abitare in provincia non è stata una scelta facile, ma cosa non si fa per amore..

 

Per fortuna quando mi sono trasferita a Novellara ho incontrato un paese che proprio in un periodo di crisi economica si sta rafforzando, cercando di sollevarsi.

NovellaraViva è un associazione che unisce i commercianti della zona, grazie alla quale si svolgono numerose manifestazioni, eventi ed incontri.

Spesso organizzati durante i fine settimana, questi eventi hanno la peculiarità di saper attrarre i giovani, le famiglie e l’intera collettività favorendo l’economia e la socialità del paese.

Ho partecipato al BeerEatFest, evento nel quale , nella piazza principale del centro storico di Novellara si poteva passeggiare tra numerosi stand assaggiando una varietà di birre artigianali e pietanze provenienti dalle diverse regioni italiane.

 

 

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Abbiamo trovato stand davvero particolari, dal BirraBus alla locanda tipica Emilana, ed ancora furgoncini americani, esposizione di boccali e tanto altro.

La sera musica e festa hanno attirato nella piazza un gran numero di visitatori esterni, giovani ma non solo.

 

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Durante il pomeriggio le famiglie, come noi, hanno avuto il piacere di assaporare qualche assaggio ascoltando un trio jazz suonare dal vivo.

 

Inoltre abbiamo avuto il piacere di scoprire un luogo adatto anche ai bambini: un gruppo di educatrici svolgevano attività di animazione per i più piccoli, mentre nel tardo pomeriggio abbiamo assistito allo spettacolo di danza dei bambini più grandi.

 

Posso sinceramente dire di essere soddisfatta dell’ambiente che mi circonda, nonostante io debba ancora integrarmi ed avendo poco tempo per esplorare in territorio, confido che il futuro possa portarmi altre tante esperienze positive di questo tipo.

 

Nel frattempo mi impegnerò a partecipare (spero anche più attivamente) all’interno della collettività, nella speranza che questo genere di mentalità possa diffondersi anche nei luoghi limitrofi e oltre.

 

 

Le figuracce epiche di una mamma ad alto contatto

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Quando ho letto il nuovo tema delle StorMoms ho davvero creduto che mi stessero leggendo nel pensiero, proprio quel giorno avevo pupplicato un post sul coosleping che trovate QUI e loro condividevano i primi post su “Tienimi vicino mamma”.

 

Avrei potuto facilmente condividerne uno di quelli già scritti ma non mi faccio mai sfuggire l’occasione di rompere un pochino le balls con il mio amato alto contatto..No dai oggi non vi faccio sbuffare lo prometto.

 

Perche la vita da mamma ad alto contatto non fa solo amare, abbracciare, emozionare, coccolare. Ogni tanto fa davvero sbellicare dalle risate, o forse è meglio dire che fa ridere gli altri e a me viene tanta voglia di sotterrarmi dalla vergogna.

Ve ne racconto una, perchè delle altre forse sarebbe meglio non vantarsi..

 

Polpetta che vomita a spruzzo sul papà mentre tento di insegnare una legatura.

“No ma la mia bibma adora la fascia, guarda”..pianti, urli, calci, chiamate di una poppante al telefono azzurro.

Andare al parco con il passeggino, addormentare polpetta in fascia..e dimenticare il passeggino al parco!

 

 

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Ma voglio raccontarvene una bella, una di quelle che va davvero raccontata..per sprofondare ancora di più!!

Tornando da una mattinata di comissioni con polpetta.
Polpetta che di notte balla salsa e merenge e poi la mattina tutta sonnacchiosa mi rende la vita un po difficoltosa, sfodero santa fascia in mio soccorso.

Si fermano due vecchini a guardare le peripezie di una legatura street style, o come la chiamo io, spazza marciapiedi! Uno di loro mi chiede se ho bisogno di aiuto, io ringrazio e declino l’offerta gentilmente.

Abito in provincia e non mi aspetto che tutti conoscano la pratica del babywearing (anche se spesso cerco di promuoverla) quindi sono sempre cortese e se richiesto spiego.

Passa la seconda vecchina: “Ma è una maniera nuova questa?”. Io: ” No signora é vecchia quanto lei”.

Silenzio

Silenzio

FatemiSparireAdessoSubitoImmediatamente

 

MA IL BABYWEARING E’ UNA COSA MERAVIGLIOSA E CONTINUERO’ A TENERE LA MIA POLPETTA VICINA VICINA A ME, e con tutte le probabilità del casp anche a fare figure del pit!

 

 

Con questo post ad alto tasso di gaffe, oltre che di alto contatto, partecipo al tema del mese delle care StorMoms!

Coosleeping, perchè SI: sfatiamo alcuni miti

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Io e polpetta, ormai lo avrete capito, siamo un po collose e non ci separiamo nemmeno la notte.

lo so, sono scelte, alcuni bimbi dormono meglio da soli mentre a volte alcuni genitori preferiscono, anche in base a credenze personali ( si abitua male, sids, lo schiaccio, ecc) non dormire con i propri bambini; altri invece sognano di avere prima o poi una notte bimbi free ma non sanno ancora quando raggiungeranno questo miracolo e nonostante notti insonni, mal di schiena e posizioni da acrobati, si addormentano in poco spazio ma con tanto amore.

 

Ovviamente io faccio parte della seconda categoria, perché no, non è più facile come molti pensano..

Eppure vedere la mia piccola che con il mio contatto in un minuto si riaddormenta quando per dentizione od altri disturbi si desta dal suo sonno, mi aiuta e nel contempo mi riempie di amore, affetto incondizionato.

Molti temono di schiacciare il proprio bimbo, ma io credo fermamene che noi mamme abbiamo un dono (un superpotere?), sentiamo ogni suo respiro, ci accorgiamo di ogni suo movimento, riconosciamo il suo pianto tra mille voci, percepiamo la sua presenza o la sua assenza: impossibile schiacciarlo.

Per ovviare a questa paura, soprattutto verso i neonati che sono a maggiore rischio possiamo utilizzare un sidebed, ovvero il lettino/culla attaccato al letto matrimoniale.

Senza spendere cifre folli per un sidebed (in commercio troviamo per ora molto poco purtroppo, e a prezzi esagerati) è possibile crearne uno togliendo una sponda al normale lettino ed aggiungendo un materasso in modo da poterlo legare ad un lato del letto matrimoniale: in questo modo si può dormire insieme mantenendo uno spazio confortevole, la vicinanza sarà rassicurante per i genitori che potranno monitorare lo stato di benessere del proprio bambino, e il contatto sarà di rassicurazione anche per il neonato che dormirà un sonno più tranquillo.

Tutti conosciamo ormai i rischi della SIDS, tutte la temiamo, i pediatri consigliano la posizione a pancia in su che riduce notevolmente i rischi, per i bimbi che soffrono di reflusso avere qualcosa che alza il busto può aiutare evitando cuscini liberi, io lo mettevo sotto il materasso in modo da alzare un pochino testina e busto per evitare il soffocamento in caso di rigurgito.

 

Il cooslepping aiuta anche l’allattamento durante i primi mesi nei quali le poppate sono molto frequenti,  grazie a questa pratica infatti è possibile allattare il proprio bambino sdraiate durante la notte, questo contatto inoltre stimola la produzione.

 

Ma poi si abitua male. il pensiero più diffuso. Innanzitutto definiamo MALE: male di cosa? Sono sicura che nessun figlio che abbia avuto una buona sicurezza di base (ricordo l’importanza dell’attaccamento materno e famigliare come fondamentale per stabilire una sicurezza, centrale per l’affermarsi dell’autonomia durante i primi anni di vita) a vent’anni dorma ancora con i genitori.

C’è speranza per tutti, sappiamolo.

 

Ma la vita di coppia, l’intimità?

Possiamo passare ad un altra domanda? Diciamocelo, SE dormono, noi DORMIAMO!!

 

Il ruolo di genitore cambia le regole, le priorità, ma trovare un momento per la coppia è fondamentale. Ristabilire le cose non è sempre automatico e spesso i primi tempi sembra un miraggio. Noi abbiamo trovato altri momenti, più rari ma preziosissimi.

Contrindicazioni?Nessuna! E sogni d’oro a tutti!

 

 

 

 

 

Ciao grande uomo

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In questi giorni ho dovuto salutare un grande uomo, un nonno, per me come un padre ed una madre.

Si dice che esistano diverse fasi per l’elaborazione di un lutto, io davvero non lo so se le ho già superate tutte, il dolore è ancora grande e so che sarà nei nostri cuori per sempre.

Mio nonno era un artista, un uomo dalle mille risorse, un ragazzo che non ha mai vissuto anzianità, che nessuno poteva fermare se non lei. La morte, perché si, bisogna saperlo dire, saperlo affrontare.

Salutarlo per l’ultima volta mi ha aiutata ad accettarlo e parlarne, ricordarlo, è il modo migliore per dirgli che saremo sempre vicini.
In questo momento ancora non so dire molte parole.

Ti voglio bene grande uomo.

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A tavola con i washi tape

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Buongiorno, iniziamo questa nuova settimana con il primo appuntamento della nostra rubrica per creative dilettanti allo sbaraglio come me!

Come vi avevo già accennato QUI sperimenteremo insieme idee facili con materiali o tecniche che saranno una novità anche per me.
Come ogni creativa anche io mi sono innamorata ormai da tempo dei washi tape, adesivi con un enorme varietà di colori e disegni; tuttavia fin’ora non ho avevo avuto l’occasione di provarli.

Il web pullula di idee e tutorial, uno più bello dell’altro, con questi nastri adesivi si può veramente scatenare la fantasia in un milione di utilizzi.

Dopo aver spulciato le mille possibilità, ho scelto di realizzare con voi piccole creazioni in vista delle feste natalizie, ma che possono essere utili anche per altre occasioni.

Il mio passato lavorativo nel mondo alberghiero fa di me una persona molto attenta sulla mise en plane della tavola per le occasioni e soprattutto nelle ricorrenze più importanti mi piace personalizzare con qualche decorazione.

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I materiali sono pochi e semplici, un rotolo dello scottex finito tagliato a rondelle, washi tape, stuzzicadenti e del filo da ricamo.

Come vedete ho scelto dei colori neutri, innanzitutto perche si abbinano maggiormente alle mie tovaglie e tovaglioli e poi perché il nostro albero di natale sarà bianco,  blu, argento e azzurro..le fan di frozen apprezzerebbero!

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Ho ricoperto le rondelle del rotolo con un giro di washi tape ed in un secondo il gioco è fatto, ho ottenuto dei porta tovaglioli.

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Avvolgendo due strati di nastro tra loro attorno agli stuzzicadenti si ottengono delle bandierine da utilizzare sugli aperitivi per decorare tartine, olive, pizzette, ecc.

Ed infine ho creato con pochi e medesimi gesti un bigliettino decorato che, con una frase speciale, può accompagnare i nostri doni.

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E niente, se sapevo che fosse cosi semplice e veloce non avrei di certo atteso tanto.
Siete ancora li?Forza tutte a provare!

Vi ricordo di condividere le vostre creazioni con l’hashtag #fairyfantasy e taggando Momhighlove!

Se non volete perdervi le notizie su questa rubrica segui QUI la pagina Facebook del Fairyfantasy!

Sono arrivate le Mamme.highlove

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Una rubrica tutta dedicata a voi!!

Siete mamme ad alto contatto? Siete super mamme, siete mamme esaurite? Siete mamme blogger, siete mamme lettrici?

Siete mamme E BASTA…?

E vorreste raccontare qualcosa della vostra vita da mamme su Mamme.highlove?

Condividere, ridere, conoscersi è l’obbiettivo di questa rubrica. Entra subito nelle Mamme.highlove, scrivi alla mia mail che trovi QUI.

Oppure scrivi il tuo post, in un blog o sui social, tagga Momhighlove e condividi con l’hashtag #mammehighlove

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Come vi trasformo il Fairyfantasy

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Attenzione post lungo e forse anche un pelo soporifero, munirsi di una buona dose di caffè!

Iniziamo! Chi mi segue sui social sa che sono una creativa incallita, autodidatta, curiosa senza speranza e che mi piacciono da matti i cuscini a forma di dolci.
Detto questo sono anche una principiante in tante tecniche creative e se fosse per me le sperimenterei tutte.

Il fairyfantasy è nato per caso, durante la gravidanza mi sono innamorata delle decorazioni con il feltro e avendo una montagna di tempo libero ho iniziato ad imparare, e tuttora sono entusiasta tutte le volte che le mamme mi chiedono di creare qualcosa per i loro bambini.
Spesso alcune mi hanno chiesto informazioni e suggerimenti per imparare, questo mi lusinga sempre.

Devo confessarvi che non sono una persona statica ed entrando nel mondo della creatività, scoprendo quante cose si potrebbero creare, venendo a conoscenza di un’infinità di materiali, una come me non sa più dove sbattere la testa.
Così il pensiero di rivoluzione era nell’aria già da un po di tempo, nell’arco di questi mesi ho pensato a cosa potrebbe fare al caso mio cambiando decisione ogni due giorni ed ho finito per accantonare il progetto per dedicarmi al blog.

Pochi giorni fa riesco finalmente a mettere on line Momhighlove, e li l’illuminazione: una rubrica per il blog! Ve lo avevo detto che non avrei stracciato gli zebedei parlando solo di fasce!

Come vi trasformo il Fairyfantasy? Una rubrica nella quale trovate idee, link utili tutorial e tanto altro. Ma non sara una rubrica qualunque: tutte le idee creative che vi mostrerò saranno per me delle sfide da principiante, imparerò per voi e con voi. Si ok vi farò vedere anche cosa ho imparato fino ad ora e capirete che se hanno imparato io può farlo davvero chiunque.

Ma veniamo a voi, come potete partecipare? Se provate a realizzare una delle creazioni che impariamo insieme non dimenticatevi di  taggare Momhoghlove e usare gli hashtag #fairyfantasy #momhighlove sia sui social che sui vostri blog, questo è il banner da condividere per chi ne avesse piacere.

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Il fairyfantasy non sarà solo una rubrica ma un modo di conoscerci e condividere, una community di creative allo sbaraglio, evviva!!

 

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Top of the Post

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Care mamme, come altre blogger anche io mi unisco a questa splendida iniziativa di condivisione per far conoscere altri blog e per mostrarvi i contenuti che ritengo più interessanti della settimana.

Ringrazio Marina del blog Da Mamma a Mamma QUI trovate tutte le informazioni sull’iniziativa.

Quindi a noi:

  1. Ninna Nanna Ninna O , Se non sai cosa fare lancia il tuo SOS

Ecco una mamma che ammiro, che come me, in un momento di difficoltà ha deciso di non mollare e chiedere aiuto. Si parla di allattamento: sei una mamma, neo mamma, trovi difficoltà? Che domande, ovvio. Lancia il tuo SOS!

 

2.  Ma la notte no, Sport per le mamme

Nonostante abbia perso tutto il peso preso in gravidanza, ovvero 25kg (OMG) la ciccetta c’è ancora e nonostante io abbia cercato in diverso modo di fare sport, proprio non riesco a trovare il tempo per un esercizio continuativo ed efficace.

Mi sono iscritta pure a Workout Italia, che tra l’altro consiglio vivamente perché diffonde il sano vivere e scherzare, una fitness community con tanto di gruppo Facebook di supporto, schede tecniche, video e link utili; e che da anche ottimi consigli di alimentazione.

Prometto a me stessa che un giorno arriverà il momento in cui riuscirò ad iniziare e finire un workout intero nel frattempo, faccio sport per mamme!

 

3.  Mammayoga, Regali di natale handmade e lavoro al femminile

Anche io quest’anno scelgo l’handmade, per promuovere l’artigianato, italiano e femminile.  Io ho scelto TinyAlice, una mamma che con l’uncinetto fa dei capolavori, come la nostra Babywearing Star Cover, noi la adoriamo!

E voi cosa scegliete per i vostri regali handmade?

 

 

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